Con l’eco-turismo ci si arricchisce

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L’esempio della Costa Rica

Riproponiamo un articolo pubblicato su La Stampa il 6 di agosto 2014,
che sottolinea la mossa vincente 
della Costa Rica che ha puntato sull’ECOTURISMO
ed abolito l’esercito a vantaggio dell’istruzione e della sanita’

Con l’eco-turismo si mangia. Almeno in Costa Rica. Secondo uno studio condotto dai ricercatori statunitensi Paul J. Ferraro e Merlin M. Hanauer, lo sviluppo economico del Paese è in gran parte merito dei viaggiatori «green»: dai primi anni Novanta accoglie frotte di turisti impazienti di visitare i grandi parchi nazionali e le aree protette, che coprono più di un quarto del territorio. L’analisi di Ferraro e Hanauer dimostra che, per circa i due terzi, la riduzione della povertà è dovuta non agli investimenti in infrastrutture o programmi di sostegno per la popolazione, ma ai benefici che il turismo sostenibile e consapevole porta con sé.

 

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Se negli anni passati il turismo in Sud America ha stentato a decollare, la Costa Rica ha potuto approfittare di una situazione politica ben più tranquilla dei paesi vicini, oltre a un clima gradevole e una straordinaria biodiversità: tra vulcani, isole, foreste, spiagge e una grande varietà di flora e fauna è riuscita a conquistare un numero sempre più alto di turisti, da poco più di 300 mila nel 1988 ai 2 milioni e 300 mila del 2012. Non male per un paese che conta poco più di 4 milioni di abitanti. Le entrate si stimano in 2,4 miliardi di dollari, tra le voci più importanti dell’economia. Anche la geografia favorisce il turismo in Costa Rica, molto vicina da raggiungere dagli Stati Uniti: circa la metà dei turisti sono statunitensi, mentre un altro 9 per cento arriva da Canada e Messico.
Così la Costa Rica è la nazione più visitata delle Americhe, e il merito va anche all’amministrazione. Secondo il «Enviromental Perfomance Index», l’indice che misura i risultati delle politiche ambientali, ai primi cinque posti si trovano Svizzera, Lettonia, Norvegia, Lussemburgo e Costa Rica, che ha una tassa sull’inquinamento dell’acqua, per penalizzare le imprese che scaricano prodotti chimici e altri inquinanti, e dove a partire dal 2012 oltre il 90 per cento dell’energia viene da fonti rinnovabili.

«Abbiamo svolto la nostra ricerca concentrandoci su cambiamenti nella rete delle infrastrutture, cliniche e scuole e le aree protette – spiegano Ferraro e Hanauer nella presentazione della ricerca -. Anche se i dati dell’eco-turismo nel Paese negli ultimi vent’anni non sono completi, si può vedere che le popolazioni locali che vivono nei pressi di grandi parchi e aree protette, godono di una migliore qualità della vita». La Costa Rica può vantare alti tassi di crescita, stabilità economica e basso tasso di criminalità, con l’alfabetizzazione al 95 per cento e un’aspettativa di vita per le donne di 79 anni. Così il Paese riesce a offrire «un look e un modo di vivere diverso da quello del mondo modernizzato, pur consentendo ai turisti di evitare gran parte delle tristi realtà della povertà nei Paesi meno sviluppati», come spiega l’autrice Julie Dasenbrock nel suo rapporto sull’ecoturismo.

 

ecotur-3Un esempio delle ricadute benefiche dei «viaggiatori consapevoli»? Una visita al «Carara National Park» non comporta solo i 15 dollari di ingresso più un’eventuale donazione, ma anche un volo per l’aeroporto internazionale di San José, una corsa in autobus al parco, un soggiorno in un albergo locale, una visita ai ristoranti della città e qualche souvenir da venditori ambulanti. E a goderne è anche il mercato nazionale del caffè. I turisti consumano in media due tazze di caffè al giorno, arrivando fino a circa 22 milioni di tazzine l’anno, portando nelle casse più di 15 milioni di dollari l’anno. Se molte nazioni dell’America del Sud perdono posti di lavoro e reddito per il calo dei prezzi del caffè, per colpa dei marchi asiatici a basso costo, la Costa Rica è riuscita a rimanere a galla con l’aumento del consumo interno.

La ricerca dimostra che le popolazioni che vivono nelle aree dove l’eco-turismo è più sviluppato, sono più ricche delle altre, ma secondo gli autori è ancora troppo presto per definire quello del Costa Rica un esempio che si può esportare. «La Costa Rica è rinomata per gli investimenti pubblici e privati nell’eco-turismo – concludono -, ma dobbiamo essere cauti. Per capire i meccanismi che riguardano la povertà, bisogna partire dallo studio della cultura, dell’ambiente e della situazione politica di ogni Paese».


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